WAMI, l’acqua in bottiglia con una missione sociale

By ottobre 26, 2017Blog, Start Up

Wami è il nome di un’acqua oligominerale che sgorga sulle Alpi e viene imbottigliata utilizzando esclusivamente materiale riciclabile. Fino a qui niente di speciale. Ma grazie a questa bottiglia, si contribuisce alla realizzazione di progetti idrici in villaggi bisognosi e si dona acqua potabile a chi più ne ha bisogno. E’ proprio questo l’obiettivo di “Water with a Mission” – questo il significato dell’acronimo Wami – la nuova startup creata da Giacomo Stefanini, che in un anno di vita ha già distribuito acqua potabile a popolazioni dell’Africa Occidentale e Orientale. 

«L’idea di Wami è nata mentre mi trovavo negli Stati Uniti per studiare – spiega il fondatore Giacomo Stefanini – Durante un corso di Corporate Social Responsibility, ho conosciuto un nuovo modello di fare business chiamato One for one,  che consiste nel donare a chi ne ha bisogno il prodotto che compriamo per noi stessi. Ho pensato di metterlo in pratica con l’acqua, un prodotto di largo consumo che per 700 milioni di persone è ancora un bene irraggiungibile. Ho parlato di questo progetto con alcuni amici e, circa un anno fa, abbiamo lanciato Wami».

La startup si basa su un meccanismo di auto alimentazione: una volta individuati la comunità bisognosa e il territorio adatto, si avvia il progetto e si istruiscono gli abitanti del luogo a mantenere adeguatamente le strutture donate; solo allora Wami recupera quello che è stato investito attraverso la vendita delle bottiglie. Un meccanismo che in un anno ha permesso la realizzazione di due progetti idrici in Africa. «Attualmente WAMI sta finanziando due importanti iniziative – continua il fondatore – insieme all’associazione Life Water International abbiamo costruito un pozzo nei pressi della scuola di Ilu Dhina, in Etiopia, mentre in Senegal è in corso la realizzazione di un acquedotto che garantisce l’accesso all’acqua potabile direttamente nella propria abitazione a 53 famiglie della comunità di Eguilaye, nella regione di Tenghory».

Per sostenere i progetti basta acquistare una bottiglia d’acqua Wami – per il momento disponibile solo in bar, ristoranti e supermercati tra Milano, Bologna e Torino, ma presto reperibile anche in altre città d’Italia – e scoprire il progetto che si sta finanziando, digitando sul sito www.wa-mi.org  il codice che si trova sulla superficie. «Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti finora – conclude Stefanini – A un anno dalla nascita di WAMI abbiamo già all’attivo due progetti e puntiamo a vederne realizzati entro un anno altri sei. Bottiglia dopo bottiglia, grazie al contributo che ognuno vorrà dare per sostenere il nostro progetto, vogliamo dare l’accesso all’acqua potabile al maggior numero possibile di persone nel mondo».

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